Benvenuto nel sito della Consulenza umana...

Benvenuto. Non conosco il tuo nome, ma posso indovinare qualcosa della tua vita, posso immaginare qualche tua gioia e qualche tuo dolore. Ti dà fastidio se ti chiamo viaggiatore?
Nel Web siamo tutti vagabondi, internauti, diceva qualcuno, inquieti dico io. Alla ricerca di qualcosa che ogni volta sembra coincidere con ciò che troviamo, desideriamo, ma poi svanisce per incarnarsi in qualcos’altro, in un nuovo desiderio.
Viaggiatore, non so come tu sia arrivato qui, ma vorrei tu mi regalassi un po’ del tuo tempo. Non è faticoso, vedrai, non ci sono “portali” da spostare, semmai alla fine ne aprirai uno tu: quello della tua mente e del tuo cuore, per prepararti a volare.

...una modalità di comunicare...

 

Ho dedicato buona parte della mia vita a cercare, mentre ero impegnato a costruirmela o a inventarla – come vuoi – secondo ciò che credevo dovesse essere. Poi la tristezza degli altri, l’infelicità di molti mi hanno convinto a cambiare ricerca: sono diventato un ricercatore di senso.

Il senso della vita.

Ti annoio già? Torna pure ai tuoi videogames o alla ricerca di sesso. Io sono qui, come un monolito o un totem, torna quando vuoi. Ma se rimani, se mi fai l’onore di ascoltare il mio racconto, sappi che te ne sono grato, seppure alla fine vorrai dimenticare di averlo letto. Accomodati, dunque, non sarò breve, la vita in certi tratti non lo è affatto. Eppure il tempo ci scorre tra le dita come il filo di nylon di una lenza alla cui estremità, agganciato all’amo, non c’è un pesce, ma ci siamo noi. Vorrei aiutarti a fermare la giostra, il carosello che va, nonostante sia passata la sua ora. Vorrei che ti fermassi a chiederti se c’è un modo, una speranza, per poterti dire: “quello sono proprio io!”. Ed esserne felice. Se sarò capace di aiutarti avrai viaggiato e sarò stato il Virgilio che ti ha accompagnato dall’inferno al paradiso. Ci sono stato, in entrambi, sono di casa ovunque oramai.

...che è possibile il bene essere...


 

Viaggio, sai? Sono un viaggiatore con ogni viaggiatore.

Non sempre lo sono stato: ero preparato a compiere imprese più umili, accumulare denaro per altri ed avere la mia parte. Oggi sono mendicante e ne vado fiero. Sono ciò che sono, ma sono me stesso.  Non  ho tempo di spiegarti cosa sono, né è essenziale che tu lo sappia. Abbiamo poco tempo, una vita non dura poi tanto. E la tua è più importante: se sei ancora qui posso regalarti qualcosa, fare qualcosa per te. Vorrei un giorno potessi ricordarmi come un’isola che visitasti, prima di riprendere il mare della vita. Uno che non capisti ma che ti lasciò il sapore dolce della speranza. Uno che ebbe fiducia in te e tu riuscisti, non so in che cosa, ma riuscisti. Ciò che voglio dirti è che sei sempre stato al primo posto nei miei pensieri, non lo sapevi, ma il tuo viaggio, il tuo esistere, resistere, il tuo cadere e rialzarti, combattere per divenire mi è caro perché desideri essere umano.

A lungo mi sono chiesto cosa fosse un uomo, spesso ho trattenuto la domanda in me, celata come una vergogna. Altre volte, come in preda ad un ossessione ragionevole, lo ho domandato anche ai passanti. Ciò che cercavo era un senso per me – scusa l’egoismo – poi lo dimenticavo, come un bimbo che si rassegna che proprio no, non lo porteranno al cinema o a mangiare un gelato. Ma come i topi in soffitta o la gramigna nel prato ritorna la domanda: che senso? Poi quando pensavo di averla sotterrata, insieme all’inquietudine che sempre provocava sotto una normalità di palestra, lavoro, soldi, sesso, stima, hobby e piccole trasgressioni, eccola allearsi con la morte e ritornare a devastare ciò che avevo costruito, eretto a difesa da lei, e quell’inutile ritornello: perché esisto, perché non sono felice, qual’è il mio senso, perché non riesco a fare tutto bene?

La morte. Scusa se ti parlo di lei, so che è sgradevole, un elemento dissonante in un orizzonte armonico, ma è viva, ti assicuro. E sino a quando sarà viva lei, non lo saremo noi, mi dispiace dirtelo, ma non riesco a mentirti.

...e ti è possibile essere te stesso bene...

Hai mai fatto un patto con qualcuno che credi sia li per fregarti e poi invece ti elargisce una grazia? A me è capitato cosi, pensavo fosse l’ultima spiaggia ed invece era solo una sosta per poi tornare a navigare. In realtà, non tornare, ma iniziare a navigare e iniziai a navigare davvero: “ogni uomo è veliero ed isola, isola quando accoglie, veliero per essere accolto”. È passato tanto tempo, non ricordo neppure la mia età, essa si è sovrapposta all’età di molti, di coloro che mi hanno preceduto, di coloro che seguiranno. Ciò che ho visto, udito, trattenuto è importante, non ciò che ho fatto, né ciò che sono diventato. Ma sono, Io Sono. Se conosci la Bibbia sai che IO SONO è Dio. Io non sono Dio, certo che no: ti parlerei al citofono rotto da due anni o al cellulare scarico, se lo fossi. Non sono Dio, ma io, seppure sono soltanto io, Io Sono.

...diventando profondamente umano.

 

 

Credo di averti detto tutto di me, ciò che era necessario almeno. Ora se ti aggrada ti racconterò ciò ho capito, appena capirò ancora te lo dirò. Ma non avere fretta, il tempo è poco e non va sprecato. Ti ho già detto della morte sempre in agguato? Credo di sì. L’unico modo di eluderla è fermare il tempo. E per fermarlo devi essere sinceramente incuriosito, poi immerso nella lettura e nel pensiero che medita, poi lasciare le mie parole e proseguire a pensare, cercare. Cosi eludi la morte. Diventi invisibile ad essa. Lei sa prendere ciò che è pesante, che cade giù e resta sulla superficie della terra. La leggerezza dell’essere no, le è insostenibile il suo peso, mentre per chi viaggia come me, come te, è il biglietto di andata per le vette ed i cieli. Per il paradiso.

Ora ascoltami, naviga tra le isole: ti accompagnerò nel tuo viaggio, saprò stupirti parlandoti di te e della realtà che vivi. Se alla fine sarai un pò più saggio, lascia la tua scia fratello mio.